La dimora del viandante

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La Dimora del viandante è un libro per ricercatori. Di quelli che non si stancano, di quelli che perseverano anche quando tutto sembra tremendamente difficile. Ed è anche un libro per quelli che non innalzano steccati perché sanno che chi alza steccati rischia di rimanere lui, per primo, in trappola.

Quando, molti anni fa, intrapresi il mio percorso di ricerca non avevo la benché minima idea di dove mi avrebbe portato, ero mosso da un’impellenza e sapevo solo che dovevo mettermi in cammino. L’impellenza era per me cercare un senso per quei fatti personali, famigliari che non sembravano averne, cercare un senso al dolore, cercare un senso alla vita. A partire da fatti concreti mi ponevo quelle domande essenziali  con cui ogni persona inevitabilmente, prima o poi, si confronta.

Il mio cammino mi ha portato in molti luoghi, fisici e non solo, incontrando via via molte esperienze e molti saperi fra i quali la filosofia, che studiai all’università. Per me studiare filosofia significava mettersi nei panni dei grandi filosofi, guardare l’esistenza dal loro punto di vista e mettere alla prova i loro pensieri per vedere se, in qualche modo, mi sarebbero stati d’aiuto. E mi sono stati d’aiuto, soprattutto nell’allenare le mie capacità di analisi, le mie capacità di dubitare e semplicemente di pensare. Mi sono stati d’aiuto come molteplici altri incontri anche con non filosofi.

Infatti non è elogiare la filosofia come disciplina specifica che interessa ma piuttosto l’amore per il sapere che, se è vero amore, inevitabilmente allarga lo sguardo oltre ogni disciplina determinata gettando ponti tra i saperi, le esperienze e le persone e tra le molteplici dimensioni dell’esistenza umana.

La Dimora del viandante è l’esito maturo di un cammino lungo e faticoso ma al contempo ricco di tesori inaspettati che mi ha visto a volte solo, a volte insieme ad emozionanti compagni di viaggio da mio figlio Francesco al fisico delle particelle Aldo Zenoni  per non dire di Nietzsche, Heidegger, Georges Bataille, Lao Tzu, Gesù, Buddha  e molti altri.

Sta al lettore capire dove il cammino ha infine condotto anche se posso anticipargli che lì dove sono giunto in effetti voglio ancora stare perché lì penso d’aver finalmente trovato la mia dimora. Questo è un libro che serve anche a me per ricordarmelo.
Licenza Creative Commons
La dimora del viandante di Agosta Eugenio è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso http://etidphilosophy.com/contatti.

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